intervento di Alfredo Reichlin su l’Unità del 05/04 (leggi l’articolo)
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Compagni dove andate?
Pubblicato Aprile 10, 2007 4° congresso ds , rassegna stampa Lascia un commentoDai congressi un segnale chiaro, ora il Partito nuovo, forte, dei cittadini
Pubblicato Aprile 7, 2007 4° congresso ds , dati congressuali Lascia un commentoFiniti i congressi di sezione si apre un’altra fase politica. Ma prima di parlare di questo consentitemi un riassunto dei dati.
Al nostro congresso Piero Fassino è stato eletto segretario con 192.802 voti pari al 75,6 %. Un grande risultato che premia innanzitutto il grande ed intenso lavoro da lui svolto, assieme a quello di un gruppo dirigente unito e compatto.
La partecipazione è stata straordinaria: 255.029 iscritti ai DS hanno discusso con impegno e serenità ed hanno deciso consapevolmente di aprire la fase costituente del Partito Democratico.
Le altre mozioni hanno raccolto: Mussi 38.382 voti pari al 15,1 %, la mozione Angius 23.845 voti pari al 9,3 %.
Ora dunque si discute non più del “se” fare il Partito Democratico ma “come” farlo. E proprio l’approdo a questo importante risultato sta scatenando discussioni infinite ancora su come si sia svolto il nostro congresso. Si parla ancora in queste ore, dentro e fuori il nostro partito, di un processo che fino a d ora è stato “verticistico ed autoreferenziale” di “paura del bagno democratico” di saper parlare “all’Italia reale e non a quella delle sezioni”. Ebbene, mi pare di poter ribadire che proprio il grande successo di partecipazione del nostro congresso ha avuto l’effetto, da una parte di impaurire, dall’altra di aver scompaginato le carte, almeno per come erano in gioco fino a pochi mesi fa.
Oggi infatti nessuno può ergersi più a paladino del “vero” Partito Democratico. Tutti hanno il dovere di fare i conti con ciò che è veramente successo. Anche noi naturalmente e principalmente.
La fase due, quella costituente, dovrà essere partecipata, dovrà vedere protagonisti, accanto ai tantissimi militanti di partito, le molte persone che si dichiarano già oggi disponibili. E, parliamoci chiaro, queste persone, soprattutto i giovani, parteciperanno se in questo processo aperto sapremo introdurre fin da subito elementi di forte discontinuità, soprattutto nelle modalità e nella ridefinizione della dignità della politica.
E l’idea, da discutere nel nostro congresso di Firenze, di produrre in autunno una giornata elettorale nella quale i cittadini che si rendono disponibili, eleggano i componenti l’assemblea costituente del PD, va esattamente in questa direzione. Vere elezioni popolari dunque nelle quali siano partecipi più liste e diverse espressioni politiche.
Dico subito, a questo proposito, che in quella grande prova democratica non si assisterà affatto alla contrapposizione tra partiti ed antipartito. Fin dall’atto costitutivo, democratico e popolare, dell’assemblea costituente assisteremo ad un proficuo dialogo ed interscambio tra posizioni politiche diverse, fondate su principi comuni e linee programmatiche costruite sui contenuti.
Avverrà ciò che è accaduto nelle primarie: gli elettori decideranno liberamente, indipendentemente dalle loro opzioni politiche di partenza. Perché i nostri elettori ci chiedono unità, difesa dei valori fondamentali, rinnovamento della politica, esempi concreti di buon governo fondati sulla solidarietà. E lasciate dire queste cose ad uno che le primarie le ha vissute in prima persona, accanto a tantissimi dirigenti e militanti del nostro e di altri partiti dell’Unione che le hanno volute e organizzate, che ha avuto il paciere di sentire in tutta Italia ciò che di nuovo stava accadendo quel famoso 16 ottobre e che, qualche mese dopo, ci ha consentito di vincere le elezioni politiche. E su quell’onda ci ha permesso di bocciare sonoramente, con il voto referendario, lo stravolgimento della nostra carta costituzionale voluto dalla destra.
Nel nostro congresso abbiamo riscontrato tanto impegno, fiducia, ottimismo della volontà. Con lo stesso approccio ci prepariamo all’affascinante lavoro di costruzione del Partito Democratico, dove sappiamo che incontreremo e ci fonderemo con tantissimi cittadini italiani e del mondo.
di Maurizio Chiocchetti
Intervento di Francesco D’Ausilio al 4° Congresso dei Democratici di Sinistra di Roma
Pubblicato Aprile 6, 2007 4° congresso ds , XIII Lascia un commentoIntervento di Francesco D’Ausilio segr. della Tredicesima Unione al 4° Congresso dei Democratici di Sinistra di Roma (bozza non corretta)
Care compagne, cari compagni,
molti in questi giorni, hanno sostenuto che il congresso che stiamo celebrando ha una propria centralità. E’ un’affermazione che condivido.
Innanzitutto perché anche da qui, è necessario che esca in modo chiaro un messaggio che parli oltre di noi; ovvero un’iniziativa forte e autorevole per imprimere un salto di qualità nel progetto che abbiamo posto al centro della nostra discussione congressuale: “lavorare per unire e per rinnovare la politica”.
Su questo piano – io credo – abbiamo molto da dire.
Con il nostro congresso si inaugura una nuova fase politica.
Finiti i se e i ma. Conclusasi l’esigenza di “prender partito”, cioè di dire se l’approdo di una nuova forza si condivide o meno. Ora c’è l’Italia. Dal governo e dentro la società italiana.
L’esito congressuale ci consegna due sfide.
La prima. Far concorrere tutte le articolazioni dei DS al percorso costituente del PD. Non si tratta semplicemente della gestione unitaria del partito. Certamente importante e per alcuni versi auspicabile. Bensì della necessità di portare in quel processo tutto il mondo e “il vocabolario” – scusate la dico così - che fa riferimento ai DS: ceti e segmenti sociali di riferimento, mondi e esperienze.
In altre parole il nostro radicamento politico. Cioè la forza che siamo. I nostri iscritti, i 250.000 mila che hanno dibattuto e partecipato nel congresso, le speranze di milioni di cittadini e cittadine che rappresentiamo.
Questo – io credo – sia il modo di valorizzare e marcare, senza presunzione di autosufficienza, un nostro apporto specifico.
E’ in gioco l’autonomia culturale che la sinistra porterà nel progetto del PD.
Tanto più dovremo promuovere questa nuova fase politica con intelligenza. Alimentando e dando “massa critica” nel processo costituente alle discriminanti culturali del campo di forze a cui con orgoglio apparteniamo.
Il congresso ci restituisce la fotografia di un partito tutt’altro che stanco o scettico. Un partito in larga sintonia con le energie culturali e sociali da rendere protagoniste nella società italiana con l’obiettivo della fondazione del PD.
A Roma in questi anni abbiamo sperimentato con successo la ricchezza del processo unitario. Coerentemente, anche nel corso della campagna congressuale, abbiamo imposto una scelta di campo.
Il richiamo ad un processo costituente all’insegna dell’unità, dell’allargamento e dell’apertura all’esterno. Con questa linea abbiamo già promosso il coinvolgimento e l’interesse di formazioni e aree politiche, del mondo del lavoro (e il risultato congressuale nelle sezioni aziendali lo fotografa chiaramente) e del tessuto associativo della nostra città.
Tutte forze e realtà che esprimono una domanda matura di partecipazione a questo processo politico.
Io credo che abbiamo reso evidente la possibilità di lavorare all’idea di PD che tutti o in gran parte vorremmo.
La seconda sfida che abbiamo innanzi deve innanzitutto scongiurare un rischio che emerge con nettezza: cioè l’idea di una fase costituente condotta per pezzi, per componenti o per accordi stipulati all’interno dei partiti. Ovvero l’idea di un partito nuovo centrato su logiche vecchie e in fondo escludenti.
E’ in gioco la qualità dell’operazione politica che vogliamo promuovere.
Dobbiamo misurarci con un processo costituente vero, in cui impegnare tutte le forze nel tentativo di contribuire a definire l’identità politica e la struttura democratica del partito nuovo.
L’ho abbiamo affermato più volte: la scelta di caricarci sulle nostre spalle questo compito immane in fondo ci riassegna anche come DS, una funzione e una centralità politica che dobbiamo saper valorizzare in modo intelligente.
Per questa ragione dal nostro congresso si deve imprimere un accelerazione sull’iniziativa politica verso il PD su vari fronti.
Il primo.
L’ha detto bene ieri Fassino.
Dobbiamo renderci promotori da subito della fondazione a Roma di una vasta e capillare rete di comitati di base del PD, avviando una campagna di pre-iscrizione al partito. Dobbiamo raccogliere le energie e le disponibilità già manifestate, e andare oltre, coinvolgendo pienamente chi non ha cittadinanza politica e guarda al processo costituente con interesse e attenzione.
Il secondo.
E’ urgente, attraverso il PD l’avvio del rilancio del centrosinistra per promuovere l’unità della coalizione su un terreno più avanzato e marcare con maggior nettezza il profilo d’innovazione e riforma di cui dobbiamo essere portatori a tutti i livelli, tanto a livello nazionale quanto a Roma.
Questo – a mio avviso – è un tema dirimente che si intreccia con le difficoltà di alcune amministrazioni in cui governiamo, penso alla Regione Lazio in particolare ma anche ai Municipi di Roma, dove ad esempio, nonostante la presenza dei gruppi unitari, l’iniziativa unitaria è troppo povera e ancora inadeguata
Vi sono poi questioni di natura varia, su cui è urgente una maturità e un’assunzione di responsabilità comune. Non solo sull’urbanistica. Che troppo spesso è al centro dei nostri pensieri.
Quanto, a titolo d’esempio al tema dei rifiuti e dunque alla modernizzazione ecologica ma anche all’estensione dei diritti civili in ambito anche amministrativo, penso all’ introduzione del registro delle unioni civili nella nostra città su cui a mio avviso c’è una sottovalutazione se non una ipocrisia. Che mi auguro venga presto rimossa con coraggio e coerenza.
Il terzo fronte.
Il PD a Roma, sin dalla sua fase costituente, apre scenari e spazi d’iniziativa nuovi.
Avere l’ambizione di promuovere e guidare il processo costituente a Roma non può voler dire riproporre semplicemente ciò che siamo, pur in presenza di una lunga stagione di successi politici e elettorali.
Quanti pensano che il PD a Roma sia solo una continuazione di un certo modo di fare politica, a mio avviso sbagliano. Questo progetto avrà successo anche nella nostra città se sarà vissuto – e se dunque anche noi lo vivremo – come un fatto nuovo.
E soprattutto come un atto di coraggio.
Anche a Roma ci sono manifestazioni di crisi della politica organizzata che devono indurci ad una profonda riflessione.
Ci sono domande e aspettative sempre più complesse ed esigenti che si levano nella nostra città.
Ci sono gli effetti delle trasformazioni produttive, sociali e culturali che le nostre politiche hanno determinato.
Ci sono i poteri e gli strumenti di governo della città che necessitano di una riarticolazione.
Ci sono nuovi livelli di democrazia e partecipazione da assicurare e su cui scommettere.
Ci sono nuove regole da introdurre senza timore e livelli di meritocrazia da riconoscere con maggiore nettezza. Nuovi diritti e interessi collettivi da mettere al centro.
Anche a Roma l’avversario del PD è il populismo. Quella brutta roba che corre sotto la pelle del nostro Paese. Su cui anche la destra romana di Alemanno torna a scommettere.
Per queste ragioni dobbiamo fare presto e bene il PD.
Bisogna aprire per alcuni versi una pagina nuova e impegnarsi nello sforzo di elaborare nuove analisi e nuove idee. Parole nuove per nominare anche la società romana.
Scommettere nuovamente sull’innovazione democratica, per dare nuova linfa alla città e alla democrazia romana
A Roma questo lavoro è già molto avanzato. In questi anni, abbiamo unito forze e unificato elettorati che si riconoscono nel medesimo spirito pubblico: “lo spirito unitario, i buoni progetti, le cose da fare e la qualità delle persone”.
Tuttavia dobbiamo essere coscienti che sarà un compito arduo e che tutto ciò che abbiamo messo in campo spesso non sarà sufficiente o adeguato.
Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che abbiamo intrapreso una strada diversa.
Perché questo è il modo per rendere più forte questa nostra innovazione.
Il successo del nuovo partito sarà frutto di un balzo in avanti più che di un compimento. E capire che la forza di questo progetto sarà anche nel prendere atto che una classe dirigente non può condurre con la stessa forza e credibilità stagioni diverse.
E che la sfida è accompagnare questo processo nella consapevolezza che toccherà ad altri proseguire il percorso.
Io personalmente sono molto fiero che lo “storico” gruppo dirigente dell’85 della Federazione di Roma, che ha moltissimi meriti nella vicenda di questi anni, fra tutti quello di aver aperto nella nostra città un ciclo di governo così lungo e positivo, abbia compreso che la discontinuità è una questione politica prima che generazionale e che il tema non è esclusivamente “largo ai giovani”.
Quanto il cimento di una battaglia politica.
Il nuovo gruppo dirigente del Partito di Roma si forgerà e si misurerà proprio sulla riuscita o meno, di questo progetto.
Contribuire a promuovere la fondazione del PD a Roma, ricollocando al meglio la nostra idea di partito, le nostre idee, e la nostra storia.
Sono certo che il lavoro di Mario, insieme ad un largo e autorevole gruppo dirigente, sarà all’altezza di questo compito. E che per la qualità dei risultati raggiunti e della partecipazione attivata, potrà definirsi la felice esperienza politica di una generazione.
di Roberto Ribeca (vai al suo blog)
Un’esponente nazionale della Margherita, l’on. Roberto Giachetti, sta attuando lo sciopero della fame per sollecitare la costituente del Partito Democratico. La gestazione del PD, strumento politico necessario per modernizzare e riformare politica e paese, si è prolungata troppo per non raffreddare speranze e non far nascere la delusione di molti. Diversi sondaggi rivelano un calo di fiducia del popolo di centrosinistra nel P.D: è una ulteriore riprova del fatto che i tempi della politica sono in stridente contrasto con domande ed aspirazioni della società.
La cautela e la prudenza dei maggiori azionisti dell’impresa, Margherita e Democratici di sinistra, è solo in parte comprensibile. I tempi dovuti all’osservanza di regole democratiche interne ed il rispettoso ma prolisso dialogo con le minoranze interne dei partiti a volte si intrecciano con motivi meno nobili come istinti di conservazione e difesa di posizioni personali.
A questa attesa rovinosa e snervante del P.D. Giachetti reagisce con il digiuno.
Non so quanto l’occidentale Giachetti sia dentro il pensiero di Gandhi, che usò e teorizzò questa forma di protesta civile, ma va rispettato e da parte mia ne apprezzo l’impegno volto a portare aria fresca nell’ambiente paludato e cristallizzato della politica italiana.
“Il fine della non violenza, di cui fa parte il digiuno, è sempre di risvegliare in chi commette il male quello che di migliore c’è in lui” affermava Gandhi.
Alcuni politici DS avversi alla costituente del P.D. deridono l’iniziativa del parlamentare della Margherita proponendo una “Grande abbuffata”, cioè di mangiare a crepapelle alla faccia del digiuno dei sostenitori del PD
Mi sembra che si tratti di un passaggio troppo repentino dal misticismo Gandhiano al “Don Camillo e Peppone” di Guareschi. Non interrogarsi sulle ragioni di coloro che hanno per parecchio tempo riposto in soffitta un progetto politico ritenuto decisivo per rispettare il travaglio ideale dei Mussi, Salvi e compagnia , mi sembra manifestazione di intolleranza del genere volgare.
L’Ulivo del XIII Municipio per la costituzione dell’Associazione per il Pd
Pubblicato Aprile 4, 2007 XIII , associazione per il Pd , comunicati , partito democratico , rassegna stampa Lascia un commentoMunicipio XIII: al via l’Associazione per il Partito DemocraticoFrancesco D’AUSILIO, segretario dei DS del XIII Municipio e Giuseppe LELLI, presidente della Margherita del XIII Municipio, dichiarano : “Sulla base delle indicazioni nazionali pronunciate a più riprese da Prodi, Fassino e Rutelli e in considerazione del largo, democratico e inequivocabile pronunciamento a favore del Partito Democratico (PD) che è scaturito dai congressi di base, di federazione e regionali, sia dei DS che della Margherita, come forze locali costituenti L’Ulivo intendiamo apportare un forte contributo affinché la fase costituente del PD acceleri e si caratterizzi all’insegna dell’unità e di una forte apertura all’esterno con l’obiettivo di coinvolgere e rendere protagoniste le energie culturali, sociali e civiche, i cittadini del territorio che guardano alla costituzione del PD con interesse e speranza. L’intesa tra i DS e la Margherita al PD è essenziale, ma il PD non dovrà rappresentare la sola somma o fusione di DS e Margherita . Abbiamo l’ambizione di coinvolgere localmente altre forze politiche d’ispirazione riformista: dai socialisti, alla partecipazione del mondo ambientalista e alle forze repubblicane. Al contempo, vogliamo scongiurare il rischio che la fase costituente sia condotta per pezzi, per componenti o per accordi stipulati all’interno dei partiti. Contrasteremo con determinazione l’idea di un partito nuovo centrato su logiche vecchie. Per questa ragioni intendiamo renderci promotori della costituzione dell’Associazione per il Partito Democratico del XIII Municipio, organizzazione di base locale collocata all’interno della rete nazionale delle realtà associative che hanno lavorato su questa prospettiva e sulle quali si centrerà, in collaborazione con il comitato promotore nazionale, lo sviluppo organizzativo del PD . L’Associazione avvierà un proprio tesseramento aperto sia agli iscritti che ai non iscritti dei partiti che animano la fase costituente del PD. L’Associazione sarà lo strumento per promuovere una grande stagione di dibattito intorno al Manifesto del PD. Alla sua definizione – partendo dalla proposta dei saggi – dovranno partecipare tutti coloro che lo vogliono per emendarlo, migliorarlo e renderlo più conforme alle battaglie e alle speranze del nostro Paese. L’Associazione sarà il luogo per assicurare localmente identità politica e struttura democratica al processo costituente del PD. L’Associazione avrà una struttura aperta e democratica e dovrà essere espressione di tutto l’arco delle forze e delle esperienza impegnate sul territorio nella costruzione del PD . Nei prossimi giorni, agendo da facilitatori, promuoveremo un comitato promotore locale del PD, composto da personalità politiche, sociali e culturali del territorio che darà avvio attraverso un manifesto locale alla costituzione dell’Associazione che sarà presentata ufficialmente entro il mese d’aprile in una grande iniziativa pubblica. Il nostro territorio è sempre stato terra di frontiera e di sperimentazione. Dal nostro Municipio vogliamo contribuire ad arricchire e a rinnovare la politica per gettare un ponte tra i cittadini e le istituzioni. Anche così siamo certi che rilanceremo l’iniziativa politica del gruppo municipale de L’Ulivo, come fattore di una più larga unità del centrosinistra. Le elezioni provinciali del 2008 costituiranno il primo banco di prova per il PD. Sin da ora proponiamo le elezioni primarie come meccanismo di selezione delle candidature nei collegi e di formazione dei contenuti programmatici.”
mercoledì 11 aprile ore 18.00 incontro organizzativo delle compagne e dei compagni della sez. di Ostia Lido Centro (piazza della Stazione Vecchia 11 Ostia, Roma).
Siamo alla conclusione dei congressi di sezione. Ne mancano solo un centinaio e arrivano le conferme già avute le scorse settimane.
Piero Fassino verrà rieletto segretario nazionale dei DS con quasi 200.000 voti, 35.000 voti in più di quelli avuti al congresso di Roma, 54.000 voti in più di quelli raccolti a Pesaro 5 anni fa. Un rilevante risultato che premia il suo forte impegno e la sua salda guida unitaria del Partito, mirata a costruire e sostenere sempre la coalizione di centrosinistra, il Governo del Paese.
Si conferma la cifra ragguardevole di 250.000 iscritti che hanno partecipato a questo importante appuntamento dei Democratici di Sinistra.
Una partecipazione ampia, mai verificata prima, segno di un forte impegno e di una grande consapevolezza.
Le cifre congressuali sono queste: mozione Fassino 76%, Mussi 15 e Angius 9%. Spetterà naturalmente alla commissione nazionale per il Congresso dare i risultati ufficiali finali ma fin d’ora possiamo affermare che la fase costituente del Partito Democratico si può aprire con chiarezza e grande fiducia. Le iscritte e gli iscritti ai Democratici di Sinistra hanno compiuto la scelta di dare vita alla fase costituente del Partito Democratico. Ci auguriamo che tutto il Partito, nessuno escluso, intraprenda questo percorso. Come maggioranza non ci stancheremo mai di lavorare per far si che questa scelta strategica sia il frutto di un lavoro unitario, al quale tutti, dico tutti, hanno la possibilità e il dovere di contribuire.
Lasciatemi compiere un atto non formale: ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a far si che i congressi delle nostre 7000 sezioni, sparse per l’Italia e all’estero, si siano svolti con ordine, grande partecipazione e tensione unitaria. Permettetemi di ringraziare coloro che sono intervenuti e hanno votato. Concedetemi di esprimere un elogio al gruppo dirigente del nostro partito, nazionale locale, e a tutti coloro che si sono impegnati per far raggiungere alla nostra mozione questo rilevante risultato.
Grazie infine a Piero Fassino che ci ha guidato in questa grande impresa e che ha ottenuto l’85% dei voti di coloro che si sono espressi per la nomina a segretario nazionale del nostro partito.
Maurizio Chiocchetti
Diventare protagonisti di questa scommessa politica
Pubblicato Marzo 28, 2007 XIII , partito democratico Lascia un commentodi Roberto Buffa
Rinnovare la classe dirigente e modernizzare il paese è, come abbiamo più volte affermato nel corso degli ultimi mesi, uno dei temi fondanti della prospettiva del Partito Democratico. Una partita che si giocherà e potrà essere vinta soprattutto se avremo la capacità di costruire questo nuovo soggetto politico aprendoci veramente al paese.
Aprirsi al paese vuol dire oggi coinvolgere in questo percorso di rinnovamento tutte quelle risorse umane che costituiscono la prima vera ricchezza di una nazione. Ci piace pensare e guardare al Partito Democratico quasi fosse una sorta di “piano strategico nazionale per la valorizzazione delle risorse umane del paese”.
Riuscire a concretizzare questo obiettivo significa far diventare protagonisti di questa scommessa politica donne, uomini e giovani, costruire insieme a loro le trasformazioni necessarie alla modernizzazione del nostro paese, orientarlo verso una prospettiva progressista capace di sostenere la sua evoluzione sociale e civile.
Tra i settori della società civile che a nostro avviso potranno dare un contributo determinante alla fase costituente che sta per avviarsi, una funzione centrale può e deve assumerla il mondo della cultura, delle conoscenze e dell’informazione.
In particolare ci interessa il patrimonio d’idee e di lavoro che esiste intorno a noi, nei quartieri dove viviamo.
C’è tutto un mondo d’intelligenze, professionalità, competenze, passione, esperienza che può e deve essere messo in grado di contribuire alla crescita morale, culturale ed economica delle nostre città e del nostro paese.
Se è vero che le potenzialità di crescita di una nazione si misurano in ragione di quanto spazio viene garantito alla creatività, (dal teatro al cinema, all’arte, alla ricerca, all’editoria, all’informazione), se è vero che il livello di competitività di un paese è direttamente proporzionale agli investimenti in cultura, allora noi, che intendiamo riformare la politica dell’Italia, vogliamo investire sulle competenze, sulla passione e sulle esperienze di chi nella società civile si muove e lavora per la crescita culturale di questo paese!
L’idea stessa di promozione culturale oggi s’identifica in un’azione coordinata di valorizzazione, che sceglie d’indirizzare la sua attenzione, piuttosto che su singole emergenze puntuali, sullo sviluppo strategico dei sistemi territoriali locali.
Su questi temi possiamo cominciare sin d’adesso a ripensare le forme d’accoglienza dei nostri vecchi e abituali luoghi d’incontro e contenitori d’iniziative ( le sezioni, le Feste dell’Unità). Non consideriamoli più degli spazi dedicati alla semplice ospitalità. Al contrario essi possono diventare laboratori politici e culturali nei quali elaborare insieme le politiche culturali e la politica di domani.
Lettera sul Partito Democratico di Ennio Morricone
Pubblicato Marzo 28, 2007 adesioni , cultura , partito democratico , spettacolo Lascia un commentoLa lettera… la sinistra non deve frantumarsi, dividersi…
Il Pd è prima di tutto un progetto culturale
Pubblicato Marzo 28, 2007 cultura , partito democratico , rassegna stampa , spettacolo Lascia un commentoIncontro di Piero Fassino con il mondo della cultura e dello spettacolo… l’articolo










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